A partire dal primo maggio 2024 la c.d. Legge di Bilancio 2024 ha introdotto un aumento della tassazione del regime di cedolare secca per quanto riguarda locazioni brevi di immobili abitativi.

Il comma 63, dell’articolo 1, L. 213/2023 introduce una maggiorazione dal 21% al 26% dell’aliquota della cedolare secca ma comunque con la possibilità di scegliere un immobile da assoggettare a tassazione ridotta.

E’ importante sottolineare, infatti, che l’aumento dell’imposta riguarda esclusivamente i proprietari che concedono in affitto più di un appartamento per brevi periodi, mantenendo l’aliquota al 21% per chi affitta una sola unità abitativa.

Per le locazioni dell’anno 2023 si continuerà ad applicare l’aliquota del 21%, a prescindere
dall’effettiva percezione del canone di locazione.
Diverso è il caso in cui il contratto di locazione breve risulta essere a cavallo tra
l’anno 2023 e l’anno 2024. In tali ipotesi il reddito fondiario derivante da locazioni brevi
effettuate dal proprietario dell’immobile viene tassato secondo il principio di competenza che
prevede quindi la scomposizione in ragione dei giorni per ciascun anno con una possibile differente tassazione:
una parte al 21%, per la quota riferita all’anno 2023;
una parte al 26% o al 21%, per la quota riferita all’anno 2024.

Nei casi, invece, di contratto di locazione o di comodato di immobile a sua volta concesso in sub-locazione o locazione breve sarà opportuno verificare se l’incasso del canone di locazione breve sia avvenuto nell’anno 2023 o nell’anno 2024 ( principio di cassa).

Di DOTT. MATTEO FRISACCO

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, Membro effettivo del Collegio Sindacale, Revisore Legale dei conti, Curatore Fallimentare, Iscritto nell'Elenco dei Revisori degli Enti Locali, Consulente nella gestione dei rapporti di lavoro legge 12/1979, Iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Treviso, Iscritto al Registro Nazionale dei Revisori Legali.

Lascia un commento

Share