Le società benefit in risposta efficace al trend ESG

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La diffusione della cultura della sostenibilità d’impresa nelle tre aree, ambientale, sociale ed economico, si sta via via diffondendo nonostante le tante situazioni di incertezza sanitarie, geopolitiche e del mercato degli ultimi tre anni.

A una maggior sensibilità corrisponde pure una maggior complessità, dovuta soprattutto alla varietà di standard e ad alcune normative relativamente recenti in materia.

In particolare, è del 2016 l’introduzione della disciplina delle società benefit, con l’articolo 1, commi 376-384, L. 208/2015.

Le società benefit sono imprese che hanno adottato strumenti e conformazione societaria per perseguire una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile nei confronti di persone, ambiente e stakeholder valutando in maniera trasparente e pubblica il proprio impatto.

Per beneficio comune si intende generare un significativo impatto positivo sulla società, sull’ambiente e sugli stakeholder aziendali e ridurre l’impatto negativo sugli stessi.

Tra gli adempimenti annuali che le società benefit devono assolvere, vi è la pubblicazione di una relazione concernente il perseguimento del beneficio comune specifico generato dall’attività d’impresa.

Nel merito, la relazione deve includere

  • la descrizione degli obiettivi specifici per il perseguimento del beneficio comune, delle modalità e delle azioni attuate dagli amministratori per il perseguimento delle finalità di beneficio comune, nonché di eventuali circostanze che lo hanno impedito o rallentato;
  • la valutazione dell’impatto generato utilizzando uno standard di valutazione esterno con caratteristiche descritte nell’Allegato n. 4 annesso al testo della legge istitutiva e che comprende le aree di valutazione identificate nell’Allegato n.5;
  • la descrizione degli obiettivi futuri che la società intende perseguire nell’esercizio successivo;
  • l’identificazione di uno o più responsabili dell’impatto e la pubblicazione sul sito internet della società, qualora esistente.

Per redigere tale relazione d’impatto è necessario adottare delle modalità di valutazione che si basino su uno standard elaborato da un soggetto esterno all’impresa e che risponda a criteri di scientificità, chiarezza e trasparenza.

Poiché l’oggetto sociale delle società benefit è duplice e ampliato, ricomprendendo all’interno attività non solo a scopo di lucro ma anche a scopo di beneficio comune, la valutazione d’impatto costituisce un punto focale per il management e costituisce un insieme di criteri, indicatori e direttrici di azione che informano la strategia generale dell’impresa in una prospettiva di medio-lungo periodo e sulla quale il management deve operare con scelte coerenti.

Il mondo finanziario si sta già adattando ai nuovi criteri di sostenibilità richiedendo ai propri stakeholder una serie di formalità, validazioni e rating; presto toccherà alle grandi imprese e alle rispettive supply chain. È solo questione di tempo, qualche anno al massimo, e la maggior parte delle organizzazioni dovranno adeguarsi al nuovo paradigma ESG (Environment, Social, Governance).

A partire dal 19 maggio e fino al 15 giugno 2022 le imprese presenti sul territorio nazionale che intendono costituirsi o trasformarsi in società benefit potranno presentare domanda per richiedere il credito d’imposta messo a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico. Le risorse stanziate per finanziare il credito d’imposta sono pari a 7 milioni di euro e il contributo potrà essere concesso nella misura del 50% dei costi di costituzione o trasformazione in società benefit, compresi quelli notarili e di iscrizione nel registro delle imprese nonché le spese inerenti all’assistenza professionale e alla consulenza.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato, sul proprio sito istituzionale, il decreto direttoriale 4 maggio 2022 che stabilisce Termini e le modalità per la presentazione delle domande di accesso al contributo, sotto forma di credito d’imposta, previsto dall’articolo 38-ter, comma 3, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, (c.d. “Decreto Rilancio”), in favore delle società benefit.

Proprio in questi ultimi due anni il mercato italiano e internazionale pare abbia preso la decisione di premiare chi adotta percorsi di sostenibilità nei propri statuti e organizzazioni, anche grazie all’ingresso di nuove generazioni molto più sensibili ed attente agli impatti che creano le imprese.

 

Restiamo a disposizione per informazioni, chiarimenti e assistenza.

Cordiali saluti

Studio Frisacco

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