Gestire una società dilettantistica nel 2026 richiede la conoscenza delle novità introdotte dalla Riforma dello Sport e dal passaggio al regime di esenzione IVA dal 1° gennaio 2026.

    In Italia operano oltre 112.000 associazioni e società sportive dilettantistiche che impiegano circa 310.000 collaboratori sportivi. Come professionista del settore, devi padroneggiare gli adempimenti amministrativi, fiscali e contabili per garantire il corretto funzionamento della tua società e tutelare i tuoi atleti. La gestione di una società dilettantistica comporta responsabilità precise che vanno dalla conformità statutaria alla rendicontazione economica.


    Introduzione alla Gestione delle Società Dilettantistiche

    Gestire una società dilettantistica nel 2026 significa confrontarsi con un panorama normativo profondamente rinnovato. Come preparatore atletico o allenatore che coordina una struttura sportiva, hai la responsabilità di garantire non solo l’eccellenza tecnica dei tuoi atleti, ma anche la conformità amministrativa e fiscale della tua organizzazione.

    La Riforma dello Sport, avviata con il D.Lgs. 36/2021 e i successivi decreti correttivi, ha ridisegnato completamente le regole per gestire una società dilettantistica. Dal Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche (RAS) ai nuovi inquadramenti dei collaboratori sportivi, ogni aspetto della gestione quotidiana è stato oggetto di revisione normativa.

    Nel tuo settore, la corretta gestione amministrativa non è un aspetto secondario. Una società dilettantistica ben organizzata garantisce tutele ai tuoi atleti, accesso a contributi pubblici e agevolazioni fiscali fondamentali per la sostenibilità economica. Affrontiamo insieme tutti gli aspetti operativi che devi conoscere per gestire una società dilettantistica in modo professionale ed efficace.


    Il Quadro Normativo 2026

    Per gestire una società dilettantistica nel 2026, devi comprendere il quadro normativo che regola il settore sportivo dilettantistico italiano. La struttura legislativa si basa su tre pilastri fondamentali.

    La Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021)

    Il D.Lgs. 36/2021, modificato dai decreti correttivi n. 163/2022 e n. 120/2023, rappresenta la principale normativa di riferimento. Questa riforma ha introdotto requisiti statutari inderogabili per gestire una società dilettantistica: l’oggetto sociale deve indicare l’organizzazione e la gestione di attività sportive dilettantistiche, comprese formazione, didattica, preparazione e assistenza ai tuoi atleti.

    Le società sportive dilettantistiche (SSD) possono costituirsi come società a responsabilità limitata ordinarie, società a responsabilità limitata semplificate o società cooperative. Non è più possibile utilizzare lo schema delle società di persone. Per la tua squadra, questo significa maggiore solidità organizzativa ma anche adempimenti più strutturati.

    Il Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche (RAS)

    Dal 31 agosto 2022 è operativo il RAS, gestito da Sport e Salute S.p.A., che ha sostituito il precedente Registro CONI. L’iscrizione al RAS è obbligatoria per gestire una società dilettantistica e rappresenta il requisito fondamentale per il riconoscimento ai fini sportivi. Nel tuo settore professionale, l’iscrizione al RAS consente di accedere a benefici e contributi pubblici, facilitando la gestione digitale degli adempimenti relativi ai rapporti di lavoro sportivo.


    La Riforma Fiscale ETS 2026

    Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore la riforma fiscale che modifica profondamente la gestione IVA. Per gestire una società dilettantistica dovrai confrontarti con il passaggio dal regime di esclusione al regime di esenzione IVA. Questa novità si applica alle operazioni istituzionali verso soci e tesserati, che non saranno più fuori campo IVA ma rientreranno in regime di esenzione.

    La riforma risponde alla procedura di infrazione europea avviata nel 2010 e mira ad allineare la normativa italiana con quella comunitaria. Nel tuo lavoro quotidiano con i tuoi atleti, questa modifica comporterà nuovi obblighi amministrativi ma non dovrebbe aumentare significativamente il carico fiscale effettivo.


    Adempimenti Amministrativi Essenziali

    Gestire una società dilettantistica richiede l’assolvimento di specifici adempimenti amministrativi che garantiscono la conformità normativa e la tutela della tua organizzazione sportiva.

    Requisiti Statutari Obbligatori

    Lo statuto rappresenta il documento fondamentale per gestire una società dilettantistica. Deve necessariamente prevedere: l’assenza di fini di lucro con obbligo di reinvestimento degli utili nelle attività statutarie; l’obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari con modalità di approvazione definite; norme sull’ordinamento interno ispirate a principi di democrazia e uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con elettività delle cariche sociali.

    Per la tua squadra, lo statuto deve anche specificare le attività secondarie rispettando criteri e limiti stabiliti. L’obbligo di devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento è un requisito inderogabile che caratterizza la natura non lucrativa dell’ente sportivo.

    Codice Fiscale e Partita IVA

    Per gestire una società dilettantistica devi prima ottenere il codice fiscale presentando il modello AA5/6 all’Agenzia delle Entrate. Questo codice identifica l’associazione ai fini fiscali ed è indispensabile per tutti gli adempimenti successivi.

    Con l’entrata in vigore della riforma IVA dal 2026, diventerà obbligatorio per tutte le società che svolgono attività commerciali aprire la partita IVA presentando il modello AA7/10. Nel tuo settore, questo comporta l’iscrizione al Repertorio delle notizie Economiche ed Amministrative (REA) presso la Camera di Commercio.


    Le società sportive dilettantistiche che intendono beneficiare delle agevolazioni fiscali devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate il modello EAS, contenente dati e notizie fiscalmente rilevanti. Sono esonerate da questo obbligo le società riconosciute che non svolgono attività commerciale.


    Affiliazione a Federazioni ed Enti

    Per gestire una società dilettantistica è obbligatoria l’affiliazione a una Federazione Sportiva Nazionale (FSN), Disciplina Sportiva Associata (DSA) o Ente di Promozione Sportiva (EPS) riconosciuti dal CONI. L’affiliazione rappresenta il presupposto per l’iscrizione al RAS e per il riconoscimento ai fini sportivi.

    Nella pratica quotidiana con i tuoi atleti, l’affiliazione garantisce l’accesso alle competizioni ufficiali, ai percorsi di formazione tecnica e ai servizi assicurativi per tesserati e collaboratori. La scelta della federazione di riferimento deve essere coerente con le discipline sportive praticate dalla tua squadra.

    Libro Soci e Registro Tesserati

    Gestire una società dilettantistica implica la tenuta del Libro soci, obbligatorio per le associazioni sportive. Questo registro deve contenere le generalità dei soci, le quote versate, le ammissioni e le cessazioni. Il libro deve essere vidimato e conservato presso la sede legale.

    Per i tuoi atleti è fondamentale mantenere aggiornato il registro dei tesserati attraverso il sistema federale. Il tesseramento garantisce la copertura assicurativa e consente la partecipazione alle competizioni. Nel tuo settore professionale, la corretta gestione di questi registri è essenziale per dimostrare la conformità normativa in caso di controlli.


    Gestione Fiscale e IVA dal 2026

    La gestione fiscale rappresenta uno degli aspetti più delicati per gestire una società dilettantistica nel 2026. Le novità introdotte richiedono particolare attenzione.

    Il Regime Forfettario Legge 398/1991

    Per gestire una società dilettantistica in modo fiscalmente vantaggioso, il regime forfettario della Legge 398/1991 rimane la scelta più diffusa. Questo regime è accessibile alle società che nell’anno precedente hanno conseguito proventi da attività commerciali non superiori a 400.000 euro.

    Nel tuo settore, il regime forfettario consente di determinare il reddito imponibile applicando un coefficiente di redditività del 3% ai proventi derivanti da attività commerciali. Per le società sportive dilettantistiche, considerate soggetti passivi IRES, questo coefficiente si applica a tutti i proventi e componenti positivi, escluse le plusvalenze patrimoniali.

    L’applicazione del regime è subordinata all’invio di una comunicazione alla SIAE e all’Agenzia delle Entrate. Per i tuoi atleti e la tua organizzazione, questo regime offre una gestione semplificata degli adempimenti contabili e fiscali.

    Il Nuovo Regime IVA dal 1° Gennaio 2026

    Dal 1° gennaio 2026, gestire una società dilettantistica significherà confrontarsi con un nuovo assetto IVA. Il passaggio dal regime di esclusione a quello di esenzione comporta cambiamenti operativi significativi, anche se non dovrebbe aumentare sostanzialmente il carico fiscale.

    Le prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport e dell’educazione fisica rese dalle società sportive dilettantistiche resteranno esenti da IVA, ma questa esenzione si estenderà anche alle prestazioni erogate verso non soci. Per i tuoi atleti e tesserati, questo significa che le quote associative e i servizi sportivi continueranno a non essere gravati da IVA.


    Obblighi di Fatturazione Elettronica

    Dal 2026, gestire una società dilettantistica con partita IVA comporterà l’obbligo di emissione della fattura elettronica. Il documento dovrà essere emesso entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione, con memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri.

    Nel tuo lavoro quotidiano, diventa fondamentale dotarsi di software gestionali che permettano di ottimizzare il flusso di invio dei dati. Gli adempimenti conseguenti includono l’invio della dichiarazione annuale IVA, la trasmissione delle comunicazioni trimestrali e la conservazione digitale a norma dei documenti.


    Tracciabilità dei Pagamenti

    Per gestire una società dilettantistica in conformità normativa, devi rispettare l’obbligo di tracciabilità. I pagamenti a favore della società e i versamenti da questa effettuati di importo pari o superiore a 1.000 euro devono essere effettuati tramite conti correnti bancari o postali intestati all’ente.

    Nella pratica quotidiana con i tuoi atleti, questo significa che quote associative, sponsorizzazioni e contributi di importo significativo non possono essere gestiti in contanti. Il rispetto di questo obbligo consente all’Agenzia delle Entrate di effettuare controlli sulla regolarità delle operazioni e rappresenta un requisito per mantenere le agevolazioni fiscali.


    Bilancio e Rendicontazione Economica

    La corretta gestione contabile è essenziale per gestire una società dilettantistica in modo trasparente e conforme alla normativa. Il bilancio rappresenta lo strumento principale di rendicontazione.

    Obblighi di Bilancio

    Per gestire una società dilettantistica devi redigere annualmente un rendiconto economico-finanziario. Questo documento offre una panoramica completa delle attività e della gestione delle risorse della tua organizzazione sportiva. Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha proposto due modelli alternativi.

    Il primo modello si basa sul principio di competenza economica ed è composto da Stato patrimoniale, Rendiconto gestionale e Relazione di missione. Questo schema è adatto per le società di dimensioni maggiori e fornisce una rappresentazione dettagliata della situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

    Il secondo modello utilizza il principio di cassa ed è composto unicamente da un Rendiconto per cassa con annotazioni specifiche. Per i tuoi atleti e la tua organizzazione, questo modello semplificato è generalmente sufficiente se la società ha dimensioni contenute e non è iscritta al RUNTS.

    Struttura dello Stato Patrimoniale

    Lo Stato patrimoniale fornisce una descrizione chiara della posizione patrimoniale della società in una data specifica. Si articola in due sezioni principali: attivo e passivo. Nell’attivo vengono riportate le quote associative ancora dovute, le immobilizzazioni immateriali e materiali, le immobilizzazioni finanziarie e l’attivo circolante.

    Nel tuo settore professionale, le immobilizzazioni materiali tipicamente includono gli impianti sportivi, le attrezzature tecniche per l’allenamento dei tuoi atleti e altri beni tangibili necessari all’attività. La sezione passivo evidenzia il patrimonio netto, i fondi per rischi e oneri, il trattamento di fine rapporto e i debiti.


    Il Rendiconto Gestionale

    Il Rendiconto gestionale offre una panoramica esaustiva delle diverse categorie di costi e ricavi. Per gestire una società dilettantistica, devi classificare accuratamente le voci di entrata e uscita secondo le categorie previste.

    Tra le entrate principali figurano: quote associative e tesseramento sportivo, erogazioni liberali, contributi pubblici, sponsorizzazioni, proventi da attività commerciali connesse e proventi da attività finanziarie. Nel tuo lavoro con i tuoi atleti, le quote associative rappresentano generalmente la principale fonte di finanziamento.

    Tra le uscite principali si collocano: costi per materie prime e servizi, spese per affiliazioni e tesseramenti, compensi per collaboratori sportivi, ammortamenti, oneri finanziari e oneri straordinari. La gestione efficace di queste voci consente di mantenere l’equilibrio economico-finanziario della tua società.

    Approvazione e Deposito

    Per gestire una società dilettantistica in conformità normativa, il bilancio deve essere approvato dall’assemblea dei soci entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale. Se l’esercizio coincide con l’anno solare, la scadenza è il 30 aprile dell’anno successivo.

    Il bilancio approvato deve essere depositato presso il Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche. Per le società iscritte anche al RUNTS, il deposito deve essere effettuato anche presso il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Nel tuo settore, questo adempimento è cruciale per mantenere la regolarità dell’ente e l’accesso alle agevolazioni fiscali.


    Tabella Comparativa Modelli di Bilancio

    CriterioBilancio d’Esercizio (Competenza)Rendiconto per Cassa
    ComplessitàElevata, richiede competenze contabiliSemplice, gestibile internamente
    DocumentiStato patrimoniale + Rendiconto + RelazioneSolo Rendiconto entrate/uscite
    Adatto perSSD medio-grandi, Enti iscritti RUNTSASD piccole, attività istituzionale prevalente
    InformazioniDettagliate su patrimonio e redditivitàFocus su liquidità e flussi di cassa
    ObbligatorietàPer SSD società di capitali, ASD oltre sogliePer ASD sotto soglie, facoltativo

    Gestione dei Collaboratori Sportivi

    Gestire una società dilettantistica nel 2026 significa anche gestire correttamente i rapporti con i collaboratori sportivi. La Riforma dello Sport ha ridefinito completamente l’inquadramento di queste figure.

    Categorie di Lavoratori Sportivi

    La riforma distingue nettamente tra volontari e lavoratori sportivi. I lavoratori sportivi possono essere atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici e altre figure individuate dalle Federazioni Sportive Nazionali. Per gestire una società dilettantistica devi classificare correttamente ogni figura professionale che collabora con la tua squadra.

    Le prestazioni possono essere svolte in forma subordinata, autonoma o di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) con specifiche tutele previdenziali e assicurative. Nel tuo settore professionale, la maggior parte degli allenatori e preparatori atletici opera attraverso rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

    Procedura di Assunzione Step-by-Step:

    1. Identificazione della Figura Professionale Determina la qualifica del collaboratore sportivo (allenatore, preparatore atletico, istruttore) e il tipo di rapporto (subordinato, autonomo, co.co.co.). Verifica che la figura sia prevista dal regolamento federale e che possieda le qualifiche tecniche richieste per lavorare con i tuoi atleti.
    2. Verifica dei Requisiti e Documentazione Richiedi al collaboratore il certificato penale del casellario giudiziale, obbligatorio per chi lavora a contatto con minori. Verifica il possesso di qualifiche tecniche federali e attestati di formazione necessari per operare nel tuo settore.
    3. Predisposizione del Contratto Redigi il contratto secondo le disposizioni della Riforma dello Sport, specificando durata, compenso, modalità di pagamento e mansioni. Indica chiaramente se si tratta di lavoro subordinato, autonomo o collaborazione coordinata e continuativa. Il contratto deve essere coerente con gli inquadramenti federali.
    4. Comunicazione al Registro Comunica l’instaurazione del rapporto attraverso il Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche. Questa comunicazione consente la gestione digitale degli adempimenti e costituisce un obbligo per gestire una società dilettantistica in regola.
    5. Adempimenti Previdenziali e Assicurativi Attiva le coperture assicurative obbligatorie INAIL per i collaboratori sportivi. Gestisci gli adempimenti previdenziali secondo le soglie previste dalla normativa. Per compensi fino a 5.000 euro annui è prevista l’esenzione dai contributi previdenziali.
    6. Gestione Amministrativa Corrente Emetti regolarmente le certificazioni uniche per i compensi corrisposti. Mantieni la documentazione relativa ai rapporti di lavoro sportivo per almeno 10 anni. Monitora costantemente le soglie di compenso per verificare l’applicazione corretta degli obblighi contributivi ai tuoi collaboratori.

    ⚠️ Attenzione

    I compensi percepiti per prestazioni sportive dilettantistiche si sommano a quelli per prestazioni occasionali ai fini del limite dei 5.000 euro esenti da contributi INPS. Superato questo limite, scattano gli obblighi contributivi per tutti i compensi erogati dalla tua società ai collaboratori.


    Certificazione Unica e Adempimenti Fiscali

    Per gestire una società dilettantistica devi emettere annualmente la Certificazione Unica per i compensi corrisposti ai collaboratori sportivi. Questo documento certifica i compensi erogati e le eventuali ritenute operate. La trasmissione all’Agenzia delle Entrate deve avvenire entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento.

    Nella pratica quotidiana con i tuoi collaboratori, devi distinguere tra compensi fino a 300 euro, esenti da ritenuta alla fonte, e compensi superiori, soggetti a ritenuta del 23%. Le novità del 2026 prevedono che le ritenute operate nel 2025 su premi sotto i 300 euro possano essere rimborsate, previa istanza del contribuente.


    Errori Comuni da Evitare

    Gestire una società dilettantistica comporta responsabilità precise. Alcuni errori ricorrenti possono compromettere la regolarità dell’ente e l’accesso alle agevolazioni fiscali.

    Errori da Evitare:

    ❌ ERRORE 1: Statuto Non Conforme alle Nuove Disposizioni

    Molte società continuano a operare con statuti redatti prima della Riforma dello Sport, privi dei requisiti obbligatori introdotti dal D.Lgs. 36/2021. Dal 1° gennaio 2024, le società con statuti non conformi rischiano l’esclusione dal registro e la perdita delle agevolazioni fiscali. Per i tuoi atleti, questo significa possibile interruzione dell’attività agonistica.

    ✅ SOLUZIONE: Verifica immediatamente la conformità dello statuto e procedi con l’adeguamento attraverso delibera assembleare. Deposita le modifiche presso il RAS e, se applicabile, presso il RUNTS.


    ❌ ERRORE 2: Mancata Tracciabilità dei Pagamenti Sopra 1.000 Euro

    Alcune società continuano a gestire pagamenti in contanti per importi superiori alla soglia di 1.000 euro, violando l’obbligo di tracciabilità. Questa violazione può comportare la perdita delle agevolazioni fiscali e sanzioni amministrative. Nel tuo settore, è frequente con sponsorizzazioni e contributi.

    ✅ SOLUZIONE: Implementa procedure rigorose per gestire tutti i pagamenti sopra soglia esclusivamente tramite bonifico bancario, assegno o carta di credito. Forma il tuo staff amministrativo sull’obbligo di tracciabilità.


    ❌ ERRORE 3: Confusione tra Volontari e Lavoratori Sportivi

    Molte società classificano erroneamente come volontari figure che svolgono attività continuativa e percepiscono compensi, configurando in realtà rapporti di lavoro sportivo. Questa confusione espone la società a contestazioni previdenziali e fiscali. Per i tuoi collaboratori, significa mancata tutela assicurativa e previdenziale.

    ✅ SOLUZIONE: Applica correttamente i criteri della Riforma dello Sport: il volontario non può ricevere compensi sistematici superiori ai rimborsi spese forfettari. Inquadra come lavoratori sportivi tutti i collaboratori che ricevono compensi continuativi.


    ❌ ERRORE 4: Omessa Comunicazione dei Contratti al RAS

    Alcune società stipulano contratti con collaboratori sportivi senza comunicarli al Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche. Questa omissione impedisce la corretta gestione digitale e può comportare sanzioni. Nel tuo lavoro con i tuoi collaboratori, questa irregolarità crea problemi in caso di controlli o infortuni.

    ✅ SOLUZIONE: Comunica tempestivamente ogni nuovo rapporto di lavoro sportivo attraverso la piattaforma del RAS. Verifica periodicamente che tutti i contratti attivi siano regolarmente registrati nel sistema.


    ❌ ERRORE 5: Bilancio Non Approvato nei Termini

    Diverse società non approvano il bilancio entro i 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, violando gli obblighi statutari e normativi. Il mancato rispetto dei termini può comportare sanzioni e problemi per l’iscrizione al registro. Per la tua organizzazione, significa perdita di credibilità verso soci e finanziatori.

    ✅ SOLUZIONE: Pianifica con largo anticipo la chiusura contabile e la predisposizione del bilancio. Convoca l’assemblea di approvazione entro marzo per rispettare comodamente la scadenza del 30 aprile.


    ❌ ERRORE 6: Preparazione Inadeguata alla Riforma IVA 2026

    Molte società non si stanno preparando al cambiamento del regime IVA che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026. L’impreparazione può causare difficoltà operative nei primi mesi dell’anno. Nel tuo settore, la mancanza di software adeguati e formazione del personale rappresenta un rischio concreto.

    ✅ SOLUZIONE: Inizia subito a dotarti degli strumenti necessari per la fatturazione elettronica e la gestione IVA. Forma il tuo staff amministrativo sui nuovi adempimenti. Consulta un commercialista specializzato in enti sportivi per prepararti al passaggio.


    Conclusione

    Gestire una società dilettantistica nel 2026 richiede competenze che vanno oltre l’aspetto tecnico-sportivo. Come professionista del settore, devi padroneggiare gli adempimenti amministrativi previsti dalla Riforma dello Sport, comprendere le novità fiscali e IVA in vigore dal 1° gennaio 2026, garantire la corretta rendicontazione economica attraverso bilanci conformi alla normativa e gestire i collaboratori sportivi secondo le nuove classificazioni introdotte.

    La conformità normativa non è un ostacolo burocratico ma uno strumento di tutela per i tuoi atleti, la tua organizzazione e i collaboratori che operano nella tua squadra. Le oltre 112.000 società sportive dilettantistiche italiane rappresentano un patrimonio sociale ed educativo fondamentale che merita gestione professionale e attenta.

    Il futuro della tua società dipende dalla capacità di coniugare eccellenza sportiva e solidità amministrativa. Investire nella corretta gestione oggi significa garantire sostenibilità e crescita per i tuoi atleti domani.


    ❓ Domande Frequenti

    1. Come preparatore atletico, devo necessariamente costituire una società per lavorare con squadre dilettantistiche?

    No, come preparatore atletico puoi collaborare con società dilettantistiche senza costituire una tua società. Puoi operare attraverso contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) sportiva o come prestatore autonomo con partita IVA. La scelta dipende dal volume di attività e dal numero di società con cui collabori. Per gestire una società dilettantistica propria invece serve costituzione formale, iscrizione al RAS e affiliazione federale. Se lavori stabilmente con una sola squadra, il contratto co.co.co. è generalmente la soluzione più efficiente. Se invece coordini più squadre o vuoi sviluppare un centro di preparazione atletica, costituire una società sportiva dilettantistica può offrirti maggiore struttura organizzativa e accesso diretto a contributi e agevolazioni fiscali.


    2. Quali sono le differenze operative principali tra ASD e SSD per gestire una società dilettantistica?

    Le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) sono enti associativi senza scopo di lucro basati sul principio mutualistico, mentre le Società Sportive Dilettantistiche (SSD) sono società di capitali senza fini di lucro. Per gestire una società dilettantistica come ASD non serve capitale sociale minimo e la governance è democratica con assemblea dei soci. Le SSD invece richiedono capitale sociale (minimo 10.000 euro per s.r.l. ordinarie, da 1 euro per s.r.l.s.) e seguono le norme del codice civile sulle società. Entrambe accedono alle stesse agevolazioni fiscali se rispettano i requisiti. La scelta dipende dalle dimensioni: le ASD sono ideali per realtà piccole-medie basate sul volontariato; le SSD per organizzazioni più strutturate con personale retribuito significativo. Per i tuoi atleti, le differenze operative quotidiane sono minime.


    3. Come devo comportarmi con i compensi ai collaboratori sportivi per rispettare la normativa 2026?

    Per gestire una società dilettantistica in conformità, devi distinguere tra compensi fino a 5.000 euro annui, esenti da contributi previdenziali, e compensi superiori, soggetti a contribuzione. Fino a 300 euro per singola prestazione non devi operare ritenuta fiscale; oltre questa soglia applica la ritenuta del 23%. Emetti sempre ricevuta o documento equipollente e comunica i rapporti attraverso il RAS. Per i tuoi collaboratori è fondamentale distinguere tra volontari (solo rimborsi forfettari) e lavoratori sportivi (compensi sistematici). Dal 2026, assicurati che i compensi siano tracciati se superiori a 1.000 euro. Ricorda che prestazioni sportive e occasionali si sommano per il limite previdenziale. Mantieni documentazione ordinata per almeno 10 anni. Emetti la Certificazione Unica entro il 16 marzo per tutti i compensi dell’anno precedente erogati ai tuoi collaboratori.


    4. Cosa succede se la mia società non si adegua alla riforma IVA entro il 1° gennaio 2026?

    Dal 1° gennaio 2026 tutte le società che svolgono attività commerciali devono obbligatoriamente dotarsi di partita IVA e gestire gli adempimenti connessi. Per gestire una società dilettantistica senza adeguarti significa operare in irregolarità fiscale con rischio di sanzioni amministrative significative. Perderesti l’accesso alle agevolazioni fiscali e potresti essere escluso dal RAS. Nel tuo settore, l’inadempimento può compromettere la partecipazione dei tuoi atleti alle competizioni ufficiali. La mancata emissione di fatture elettroniche o la non corretta gestione IVA comportano sanzioni che vanno dal 90% al 180% dell’imposta non versata. Inoltre, i rapporti con sponsor e partner commerciali diventano irregolari. La preparazione deve iniziare subito: identifica un commercialista specializzato in enti sportivi, acquista un software per la fatturazione elettronica, forma il personale amministrativo e verifica la conformità del tuo statuto.


    5. Quale regime fiscale conviene per gestire una società dilettantistica di medie dimensioni?

    Per gestire una società dilettantistica con proventi commerciali fino a 400.000 euro annui, il regime forfettario della Legge 398/1991 rappresenta quasi sempre la scelta ottimale. Questo regime consente di determinare il reddito imponibile applicando il coefficiente del 3% ai proventi commerciali, riducendo drasticamente la base imponibile. Nel tuo settore, una società con 200.000 euro di proventi pagherà imposte su 6.000 euro di reddito invece che sull’intero importo. Il regime forfettario offre anche semplificazioni contabili significative. Tuttavia, per società con costi molto elevati il regime ordinario potrebbe essere più conveniente, permettendo la deduzione analitica dei costi effettivi. Per la tua squadra, valuta con un commercialista il rapporto tra ricavi e costi: se i costi superano il 70% dei ricavi, il regime ordinario potrebbe risultare più vantaggioso. Considera che il regime forfettario è compatibile con la riforma IVA 2026.


    6. Come posso verificare che la mia società sia regolarmente iscritta e conforme a tutte le normative?

    Per gestire una società dilettantistica in piena conformità, verifica periodicamente questi elementi: iscrizione attiva al Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche consultabile online sul portale di Sport e Salute; statuto conforme al D.Lgs. 36/2021 con tutte le clausole obbligatorie; affiliazione in corso di validità alla federazione o ente di promozione sportiva di riferimento; bilancio o rendiconto approvato e depositato nei termini per gli ultimi due esercizi; comunicazione dei rapporti di lavoro sportivo attraverso il RAS per tutti i tuoi collaboratori; tracciabilità dei pagamenti sopra 1.000 euro attraverso conti correnti intestati. Richiedi periodicamente un estratto dal RAS per verificare che tutti i dati siano aggiornati. Nel tuo settore, un’ulteriore verifica riguarda le qualifiche tecniche dei tuoi allenatori e preparatori atletici, che devono essere conformi ai requisiti federali. Programma un check-up annuale con il tuo commercialista per identificare tempestivamente eventuali criticità.


    📚 Bibliografia e Fonti

    1. D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 36 – Riforma dello Sport. Gazzetta Ufficiale. 2021.
    2. Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche – Dati statistici 2023 Sport e Salute S.p.A.
    3. Schemi di bilancio delle Associazioni Sportive Dilettantistiche. Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e Esperti Contabili 2023.
    4. Il regime forfettario di ASD e SSD: regole e agevolazioni. TeamSystem 2025.

    Di DOTT. MATTEO FRISACCO

    Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, Membro effettivo del Collegio Sindacale, Revisore Legale dei conti, Curatore Fallimentare, Iscritto nell'Elenco dei Revisori degli Enti Locali, Consulente nella gestione dei rapporti di lavoro legge 12/1979, Iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Treviso, Iscritto al Registro Nazionale dei Revisori Legali.

    Lascia un commento

    Share