Di seguito analizziamo la tassazione delle royalties nel regime forfettario, con esempi pratici, riferimenti normativi e consigli per gestire in modo corretto la propria posizione fiscale.
Il termine royalties si riferisce ai compensi percepiti da un autore, inventore o titolare di un diritto per la concessione d’uso della propria opera o invenzione. In altre parole, sono i pagamenti periodici o una tantum che una persona riceve quando un soggetto terzo utilizza la sua creazione.
Le royalties possono derivare da diverse tipologie di attività:
- opere letterarie, musicali o artistiche;
- brevetti, marchi o disegni industriali;
- software o progetti digitali;
- utilizzo di contenuti originali su piattaforme editoriali o digitali.
Queste entrate si configurano come redditi da diritto d’autore, disciplinati dall’art. 53, comma 2, lettera b) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).
I diritti d’autore rappresentano un diritto patrimoniale che tutela la paternità e lo sfruttamento economico dell’opera. L’autore può decidere di cedere o concedere l’utilizzo della propria creazione, mantenendo però la proprietà intellettuale.
Nel sistema fiscale italiano, i compensi da diritto d’autore vengono tassati in modo specifico:
- se percepiti da un autore non professionista, rientrano nei redditi diversi;
- se percepiti da un professionista abituale, confluiscono nei redditi di lavoro autonomo.
Nel regime forfettario, è importante distinguere se l’attività dell’autore è occasionale o abituale, perché questa differenza cambia completamente il modo in cui vengono tassate le royalties.
Royalties e regime forfettario
Chi esercita un’attività professionale in regime forfettario e percepisce royalties connesse a tale attività deve considerare questi compensi come parte integrante del proprio fatturato.
Ad esempio, un grafico freelance in forfettario che concede a un’azienda il diritto di usare un logo da lui creato riceve delle royalties che derivano dalla sua attività professionale. In questo caso, le royalties rientrano a pieno titolo nel reddito imponibile del forfettario.
Il professionista dovrà quindi:
- emettere una fattura elettronica al committente,
- indicare il compenso soggetto a imposta sostitutiva,
- calcolare il reddito applicando il coefficiente di redditività previsto per la sua categoria (ad esempio, 78% per i servizi professionali).
Quando le royalties sono escluse dal regime forfettario
Diverso è il caso di chi riceve royalties in modo saltuario, senza svolgere un’attività professionale continuativa. Pensiamo, ad esempio, a un insegnante che pubblica un libro e riceve compensi per i diritti d’autore.
In questo caso, i redditi da royalties non derivano da un’attività abituale, e quindi non rientrano nel regime forfettario. Essi vengono tassati come redditi diversi, con una ritenuta alla fonte del 20% applicata direttamente dall’editore o dal soggetto pagante.
L’autore, quindi, non deve emettere fattura né dichiararli come reddito d’impresa o di lavoro autonomo.
Come si calcolano le imposte sulle royalties
Nel regime forfettario, la tassazione delle royalties segue la regola generale del regime stesso: si applica l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi cinque anni di attività) sul reddito determinato forfettariamente.
Esempio pratico:
Un professionista in forfettario riceve 10.000 euro di royalties per la concessione d’uso di un suo software. Se il coefficiente di redditività della sua categoria è del 67%, il reddito imponibile sarà di 6.700 euro. Su questa base si calcolerà l’imposta sostitutiva: 6.700 € × 15% = 1.005 euro di imposta.
Le royalties quindi, pur derivando da un diritto d’autore, vengono tassate come qualsiasi altro compenso percepito nell’ambito dell’attività professionale in forfettario.
Tassazione nel caso di collaborazioni con editori o piattaforme
Quando un forfettario collabora con un editore, una piattaforma di streaming, o un portale online che gli riconosce compensi periodici per l’uso di un contenuto, è importante capire la natura del rapporto.
- Se la collaborazione è professionale e continuativa, il compenso rientra tra i ricavi dell’attività in forfettario.
- Se la collaborazione è occasionale, si tratta di redditi diversi soggetti a ritenuta del 20%.
Nel dubbio, l’Agenzia delle Entrate suggerisce di valutare la frequenza dei compensi, la durata dell’attività e il livello di organizzazione. Se si opera regolarmente con più committenti o piattaforme, è consigliabile aprire partita IVA in regime forfettario.
Contribuzione INPS
I compensi derivanti da diritti d’autore non sono generalmente soggetti a contributi INPS, sempre che non si tratti di redditi collegati a un’attività professionale abituale. Pertanto:
- Se l’autore è un professionista forfettario iscritto alla Gestione Separata INPS, dovrà versare i contributi anche sulle royalties connesse alla sua attività.
- Se invece percepisce royalties occasionali, non sarà dovuto alcun contributo previdenziale.
Questo significa che chi svolge attività creative come copywriter, musicista o designer e opera in regime forfettario deve considerare le royalties come parte del proprio reddito complessivo, su cui pagherà sia imposta sostitutiva sia contributi INPS.
Tassazione delle royalties provenienti dall’estero
Un tema sempre più attuale riguarda le royalties internazionali, cioè i compensi ricevuti da soggetti esteri per la cessione o l’uso di opere digitali, testi o contenuti online.
Nel regime forfettario, le royalties estere vanno dichiarate in Italia, anche se tassate alla fonte all’estero. Tuttavia, grazie alle convenzioni contro la doppia imposizione, è possibile scontare le imposte già pagate nel Paese di origine del reddito.
Esempio:
Un illustratore italiano in regime forfettario riceve royalties da una piattaforma statunitense per l’uso di sue illustrazioni. Gli USA trattengono una ritenuta del 10%. In Italia, il professionista dichiarerà comunque l’intero importo, ma potrà detrarre la ritenuta estera grazie alla convenzione fiscale tra Italia e Stati Uniti.
Documentazione e fatturazione delle royalties estere
Per le royalties provenienti da clienti UE o extra-UE, il forfettario deve emettere fattura elettronica senza IVA, indicando la dicitura “Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/72”. È importante conservare:
- i contratti o le licenze che regolano l’uso dell’opera,
- le ricevute dei pagamenti,
- eventuali certificazioni di ritenute estere.
Questi documenti possono essere richiesti in caso di controlli fiscali.
Vantaggi per gli autori
Uno dei principali vantaggi del regime forfettario per chi percepisce royalties è la semplificazione contabile. Non essendoci obbligo di tenuta di registri IVA o di deduzione delle spese, il forfettario deve semplicemente:
- emettere fattura elettronica,
- conservare la documentazione,
- dichiarare i compensi nel modello Redditi PF.
Questo sistema è particolarmente favorevole per autori indipendenti, artisti e creativi digitali, che possono così concentrarsi sulla loro produzione artistica senza essere travolti da una burocrazia complessa.
Le royalties rappresentano una fonte di reddito preziosa per chi vive di creatività, ma richiedono attenzione nella gestione fiscale anche se si opera nel regime forfettario.
Rivolgersi ad un professionista qualificato resta indispensabile per comprendere se il reddito è abituale o occasionale, sapere quando emettere fattura, come calcolare l’imposta sostitutiva e gestire i contributi INPS per evitare errori e ottimizzare la tassazione.
