L’ostetrica è una professione sanitaria regolamentata, iscritta a un albo professionale obbligatorio gestito dalla FNOPO (Federazione Nazionale Ordini Professione Ostetrica). Nessuno può esercitare la professione senza laurea triennale in Ostetricia e iscrizione all’Ordine provinciale. Questa iscrizione, oltre a essere obbligatoria, comporta il pagamento di una quota annuale fiscalmente deducibile.
Dal punto di vista fiscale, l’ostetrica libera professione svolge un’attività classificata con il codice ATECO 86.94.02 (Attività delle ostetriche indipendenti), introdotto dalla nuova classificazione ATECO 2025 entrata in vigore dal 1° aprile 2025. Si tratta di un codice specifico dedicato alle ostetriche libere professioniste, che ha sostituito il precedente codice generico 86.90.29. È un dato fondamentale, perché determina il coefficiente di redditività in caso di adesione al regime forfettario: per le attività professionali sanitarie il coefficiente è fissato al 78%. In pratica, significa che il 78% dei tuoi compensi è considerato reddito tassabile, mentre il restante 22% è considerato un costo.
La fatturazione ostetrica 2026 si distingue rispetto a quella di altre partite IVA per due caratteristiche centrali: l’obbligo di trasmissione dati al Sistema TS e l’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72.
La fatturazione ostetrica 2026 richiede attenzione a una serie di adempimenti specifici che ogni ostetrica libera professionista deve conoscere: dal Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) al divieto permanente di emettere fatture elettroniche via SdI verso i pazienti privati, fino alla scelta del regime fiscale più vantaggioso e all’iscrizione alla giusta cassa previdenziale.
Se hai aperto o stai per aprire la partita IVA come ostetrica, devi sapere che dal 2026 sono entrate definitivamente a regime alcune regole importanti, come il DLgs 81/2025 che rende permanente il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio per le prestazioni sanitarie verso privati.
Molte ostetriche operano in attività mista: dipendenti pubbliche o private in ospedale e contemporaneamente libere professioniste per visite, consulenze, corsi, pre e post parto.
Documenti e iscrizioni obbligatorie
Per esercitare come ostetrica partita IVA devi avere in regola:
- Iscrizione all’Ordine FNOPO provinciale (con quota annuale)
- Apertura partita IVA con codice ATECO 86.94.02
- Iscrizione INPS entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA
- Assicurazione professionale RC obbligatoria (L. 24/2017, legge Gelli-Bianco)
- Accreditamento al Sistema TS per la trasmissione dei dati delle spese sanitarie
- PEC e SPID per gli accessi telematici
Regime fiscale dell’ostetrica libera professione: forfettario o ordinario
La scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti per la fatturazione ostetrica 2026. Le opzioni principali sono due: regime forfettario (con imposta sostitutiva al 5% o 15%) e regime ordinario (con IRPEF a scaglioni). L’imposta sostitutiva è una tassa unica che, in pratica, sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Per la maggioranza delle ostetriche libere professioniste, il regime forfettario 2026 è nettamente più conveniente. I requisiti principali sono compensi annui non superiori a 85.000 euro e redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente non oltre 30.000 euro.
Esempio: ostetrica neoiscritta
Supponiamo che Laura, ostetrica neolaureata, apra partita IVA nel 2026 in regime forfettario. Nel primo anno fattura 28.000 euro tra visite, consulenze allattamento e corsi preparto. I calcoli:
- Compensi 2026: 28.000 euro
- Coefficiente di redditività (ATECO 86.94.02 professioni sanitarie): 78%
- Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euro
- Imposta sostitutiva al 5% (start-up, primi 5 anni): 1.092 euro
- Contributi INPS: circa 4.600-5.100 euro
Totale carico fiscale e contributivo: circa 5.700-6.200 euro su 28.000. Una pressione complessiva intorno al 20-22%, molto contenuta. In regime ordinario, sui medesimi compensi, la cifra salirebbe a circa 8.500-9.000 euro.
Esempio: ostetrica con attività avviata
Aurora, ostetrica con 7 anni di libera professione, ha superato lo start-up al 5% e fattura 55.000 euro annui. Applica l’aliquota ordinaria del 15%: reddito imponibile 55.000 x 78% = 42.900 euro, imposta sostitutiva al 15% = 6.435 euro. Anche al 15%, il forfettario resta competitivo. Per chi ha costi reali elevati (studio in affitto, attrezzature), il regime ordinario potrebbe risultare più vantaggioso. Una valutazione personalizzata è sempre necessaria.
Sistema TS: trasmissione spese sanitarie 2026
Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il portale telematico gestito da Sogei per conto del MEF a cui ogni ostetrica libera professionista deve trasmettere i dati delle spese sanitarie sostenute dai pazienti. Questi dati confluiscono nella dichiarazione precompilata 730 e permettono ai cittadini di vedersi automaticamente la detrazione del 19% per le spese sanitarie.
NB: dal 2025 la trasmissione è diventata annuale, non più semestrale, in base all’art. 5 del D.Lgs. 81/2025. Il calendario operativo per il biennio 2026/2027 è stato fissato dal DM MEF del 29 ottobre 2025. Per le spese sostenute nel 2026, la scadenza di invio è fissata al 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche.
Cosa devi trasmettere al Sistema TS
- Codice fiscale del paziente (salvo opposizione)
- Importo della spesa sanitaria
- Data del pagamento (non della fattura)
- Tipologia di spesa con codice TK (prestazioni sanitarie professionali)
- Numero e data fattura
- Eventuale opposizione manifestata dal paziente
Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026
Una delle regole più importanti della fatturazione ostetrica 2026 riguarda il divieto permanente di emettere fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI) verso pazienti privati. Questo divieto, che fino al 2024 era prorogato di anno in anno, è diventato strutturale e definitivo con il DLgs 81/2025 del 12 giugno 2025. Emettere una fattura elettronica via SdI per una prestazione sanitaria verso un privato non è solo un errore formale, ma una violazione del GDPR sanzionabile dal Garante Privacy.
Come si fatturano le prestazioni a privati
- Fattura cartacea oppure fattura PDF tradizionale (analogica)
- Da consegnare al paziente in modo diretto (di persona, via email, stampa)
- Con i dati del paziente per consentire la trasmissione al Sistema TS
- Conservata digitalmente nei propri archivi per 10 anni
Quando invece serve la fattura elettronica via SdI
Il divieto riguarda solo le prestazioni verso privati cittadini. Restano obbligatorie le fatture elettroniche via SdI per: prestazioni verso cliniche, ospedali, RSA (B2B), consulenze a società e partite IVA (B2B), prestazioni verso la Pubblica Amministrazione come ASL, comuni, scuole (B2G).
Tariffe 2026: prestazioni più richieste
Le tariffe ostetrica 2026 non sono regolamentate da un tariffario nazionale obbligatorio: ogni ostetrica libera professione stabilisce liberamente i propri compensi in base a competenze, esperienza, area geografica e tipologia di servizio. Vediamo le tariffe medie di mercato 2026:
- Visita ostetrica ambulatoriale: 50-80 euro
- Visita ostetrica domiciliare: 70-110 euro (con maggiorazione km)
- Consulenza allattamento (in studio o domicilio): 50-80 euro
- Corso preparto di coppia individuale: 60-100 euro a incontro
- Corso preparto di gruppo: 200-400 euro a coppia (ciclo 6-10 incontri)
- Assistenza al parto a domicilio: 1.500-3.000 euro (forfait completo)
- Massaggio neonatale, ginnastica post parto: 40-60 euro a seduta
- Monitoraggio in gravidanza (cardiotocografia): 60-90 euro
Queste tariffe sono esenti IVA in quanto prestazioni sanitarie alla persona ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72. In fattura va indicato tale riferimento come dicitura di esenzione, e per i forfettari va aggiunta anche la dicitura specifica del regime forfettario.
Visita domiciliare: gestione fattura e detrazione
La visita domiciliare è una delle prestazioni più richieste alle ostetriche libere professioniste, in particolare nelle prime settimane dopo il parto per il sostegno all’allattamento, il controllo della mamma e del neonato e la riabilitazione del pavimento pelvico. Il compenso per la visita domiciliare è generalmente più alto di quello ambulatoriale, perché include il tempo di spostamento.
Detrazione 19% per il paziente
La fattura per visita domiciliare dell’ostetrica è una spesa sanitaria detraibile al 19% nella dichiarazione 730 del paziente, oltre la franchigia di 129,11 euro complessivi annui. Per ottenere la detrazione, il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta, bancomat, app di pagamento. Il pagamento mediante denaro contante non è più ammesso per la detrazione delle spese sanitarie verso liberi professionisti (L. 160/2019, art. 1 c. 679).
Esempio:
Matilde, ostetrica forfettaria, esegue una visita domiciliare a Claudia il 18 marzo 2026. Compenso 95 euro pagati con bonifico istantaneo. La fattura andrà emessa in formato cartaceo o PDF (no SdI per privati), trasmessa al Sistema TS entro il 1 febbraio 2027, e apporterà la marca da bollo da 2 euro perché l’imponibile supera 77,47 euro.
Bollo 2 euro sulla fattura forfettaria
Una particolarità della fatturazione ostetrica 2026 in regime forfettario è l’obbligo di apporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture il cui imponibile supera 77,47 euro. Questa regola deriva dal DPR 642/1972. L’ostetrica libera professione è soggetta al bollo perché in regime forfettario non applica IVA (codice N2.2) e in regime ordinario le prestazioni sono esenti IVA art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72 (codice N4). La marca può essere materialmente applicata sulla fattura cartacea oppure assolta in modo virtuale.
Per legge, l’imposta di bollo è a carico di chi emette la fattura, cioè l’ostetrica.
- l riaddebito dell’imposta di bollo costituisce parte integrante del compenso, e non una spesa anticipata in nome e per conto del cliente;
- questo vale non solo per i contribuenti in regime forfetario, ma per tutti i soggetti che emettono fattura, poiché la disciplina del bollo è generale.
Di conseguenza, l’importo del bollo riaddebitato al cliente:
- incrementa la base imponibile, seguendo il trattamento dell’operazione principale;
- non può essere considerato un importo escluso da IVA ai sensi dell’art. 15, poiché il soggetto obbligato al pagamento è il prestatore e non il cliente.
Cassa previdenziale dell’ostetrica e contributi 2026
Una delle informazioni più fraintese sulla fatturazione ostetrica 2026 riguarda la cassa previdenziale. Le ostetriche libere professioniste NON sono iscritte all’ENPAM. L’ENPAM è la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ENPAO (Ente Nazionale Previdenza Ostetriche) è stata chiusa nel 1990 dalla Legge 249/1990, che ha assegnato le ostetriche libere professioniste alla Gestione INPS Commercianti.
Contributi INPS Commercianti per ostetriche 2026
Il quadro previdenziale per il 2026 è stato ufficializzato dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026:
- Aliquota contributiva 2026: 24,48% sul reddito d’impresa
- Minimale di reddito 2026: 18.808 euro (Circolare INPS n. 14 del 09/02/2026)
- Contributo minimo fisso annuo 2026: 4.611,64 euro (4 rate trimestrali)
- Massimale di reddito 2026: 93.707 euro per iscritti ante 31/12/1995, oppure 122.295 euro per iscritti dal 1° gennaio 1996
- Riduzione 35% forfettari: richiesta facoltativa per i contributi su minimale e fisso
La riduzione del 35% per i forfettari va richiesta espressamente entro il 28 febbraio di ogni anno, altrimenti decade. Il contributo minimo annuo passerebbe da 4.611,64 euro a circa 3.000 euro (4.611,64 × 0,65). Attenzione: la riduzione comporta anche una riduzione proporzionale dell’anzianità contributiva ai fini pensionistici.
Attenzione: ostetriche dipendenti che esercitano anche la libera professione
Le ostetriche che lavorano come dipendenti in ospedale e svolgono in parallelo la libera professione hanno una posizione particolare: il contributo fisso minimo INPS Commercianti non è dovuto se hanno già copertura previdenziale prevalente come dipendenti. In questo caso si paga solo il contributo percentuale sui compensi della libera professione. Una situazione frequente che richiede una valutazione personalizzata.
Domande Frequenti sulla fatturazione ostetrica 2026
L’ostetrica libera professione e iscritta a ENPAM?
No, le ostetriche non sono iscritte a ENPAM, che e la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ostetriche ENPAO e stata chiusa nel 1990 dalla L. 249/1990. Da allora le ostetriche libere professioniste sono iscritte alla Gestione Commercianti INPS, con aliquota 24,48% e contributo minimo annuo di 4.611,64 euro (Circolare INPS 14/2026).
Devo emettere fattura elettronica via SdI ai miei pazienti privati?
No. Dal 2026 il divieto di fatturazione elettronica via SdI verso i privati per le prestazioni sanitarie e diventato permanente e definitivo con il DLgs 81/2025. Devi emettere fattura cartacea o PDF tradizionale. La fattura elettronica SdI resta obbligatoria solo per i committenti B2B (cliniche, società) e PA.
Quando devo inviare i dati al Sistema TS per il 2026?
Dal 2025 la trasmissione al Sistema TS e annuale, non più semestrale, in base all’art. 5 D.Lgs. 81/2025. Per le spese sanitarie del 2026, devi trasmettere i dati entro il 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche (calendario fissato dal DM MEF 29/10/2025).
Conviene il regime forfettario per un’ostetrica?
Nella maggioranza dei casi si. Il regime forfettario 2026 applica un coefficiente di redditività del 78% per le professioni sanitarie e un’imposta sostitutiva del 5% (primi 5 anni) o 15%. Su 35.000 euro di compensi, il carico fiscale e di circa 1.400 euro (al 5%) o 4.100 euro (al 15%), molto inferiore al regime ordinario. La convenienza dipende però dai costi effettivi, una valutazione personalizzata è sempre consigliata.
