La tassazione dei dividendi dipende dal soggetto percettore: se il dividendo viene incassato da una holding, si applica un’esenzione del 95%, abbattendo il carico fiscale all’1,2% effettivo. Se il socio, è una persona fisica, subisce una tassazione del 26%.

dividendi rappresentano il canale principale con cui i soci vengono remunerati per il loro rischio d’impresa. Tuttavia, la loro tassazione non è universale: l’impatto fiscale cambia drasticamente a seconda che a percepire la somma sia una persona fisica, una società di persone o una società di capitali.

Le regole fiscali del 2026

La tassazione dei dividendi dipende dal tipo di socio e dalla struttura societaria: persone fisiche pagano il 26% di imposta, mentre le società e le holding possono beneficiare di regimi agevolati.

1. Tassazione dividendi – Soci persone fisiche

Per l’imprenditore persona fisica che incassa i dividendi fuori dal regime d’impresa la situazione rimane invariata. I dividendi percepiti da soci persone fisiche provenienti da una SRL sono soggetti a imposta sostitutiva del 26% (articolo 27 del Decreto del Presidente della Repubblica del 29/09/1973 n. 600). 

2. Tassazione dividendi – Soci società di persone

A differenza delle persone fisiche (che subiscono un prelievo integrale), se a incassare il dividendo è una società di persone commerciale (come una SNC o una SAS), la normativa fiscale prevede un’esenzione parziale. In pratica il dividendo percepito non viene tassato per intero ma solo una frazione dell’utile concorre a formare il reddito della società (che verrà poi tassato in capo ai soci per trasparenza), concedendo una riduzione della base imponibile ai fini IRPEF.

La quota di utile che risulta esente da tasse dipende dall’anno in cui la ricchezza è stata prodotta dalla società che distribuisce il dividendo:

  • utili formati fino all’esercizio 2007: esenzione del 60% (le imposte si pagano solo sul restante 40% del dividendo);
  • utili formati dal 2008 al 2016: esenzione del 50,28% (le imposte si pagano solo sul 49,72%);
  • utili formati dal 2017 in poi: esenzione del 41,86% (le imposte si pagano solo sul 58,14%).

3. Tassazione dividendi – Soci società di capitali

Per le società di capitali e per gli enti commerciali, la normativa fiscale (articolo 89 TUIR) prevede il regime in assoluto più vantaggioso: l’esclusione dal reddito del 95% dei dividendi percepiti.

Questo significa che, indipendentemente dalla grandezza della tua quota, se la tua SRL o la tua Holding incassa un utile da un’altra società, la quasi totalità di quell’importo risulta esente:

  • il 95% del dividendo viene completamente escluso dalla base imponibile;
  • le imposte (IRES al 24%) si calcolano sul 5%.
  • il risultato è un prelievo fiscale effettivo dell’1,2% sull’utile incassato.

Questa tassazione si applica anche ai dividendi di fonte estera.

Tabella riepilogativa tassazione dividendi (dal 1° gennaio 2026)

Tipologia socioRegime tassazioneEffetto fiscale
Persone fisicheImposta sostitutiva 26%Tassazione integrale al 26%
Società di persone (SNC/SAS)Esclusione parziale del reddito (60%, 50,28%, 41,86%)Tassazione ridotta
Società di capitali (SRL/SPA)Esclusione del 95% del dividendoImponibile 5%

Confronto numerico – Tassazione dividendi 2026

Ecco una sintesi della tassazione dei dividenti tra le varie forme giuridiche su un utile di 100.000 euro.

SocioRegime fiscaleTassazioneNetto
Persona fisicaImposta sostitutiva26.000€74.000€
SNC/SASIRPEF21.620€78.380€
SRL/SPAIRES1.200€98.800€

Pianificazione tassazione dividendi

Prima di procedere con la delibera assembleare per assegnare i dividendi ai soci “privati”, è fondamentale fermarsi e valutare il reale costo di questa operazione, soprattutto perché esistono alternative legali e più efficienti per estrarre liquidità per evirare il 26% di tassazione.

Utilizzare strumenti di pianificazione fiscale per remunerare i soci

Parliamo dell’implementazione di compensi amministratore ottimizzati, Trattamento di Fine Mandato (TFM), rimborsi spese chilometrici e forfettari, fringe benefit aziendali o royalties per lo sfruttamento di marchi. Queste soluzioni permettono di abbattere l’utile imponibile della società operativa (poiché rappresentano un costo per l’azienda) e, contemporaneamente, di mettere denaro nelle tasche dei soci con un carico fiscale e contributivo nettamente inferiore rispetto al prelievo sugli utili distribuiti.

Utilizzare la holding per ridurre le tasse sugli utili

Attraversi una holding potrai avere diversi vantaggi:

  • pagare meno tasse: la tassazione sugli utili trasferiti alla holding si riduce all’1,2% salvando praticamente tutto il capitale generato da una doppia imposizione;
  • proteggere il patrimonio: la holding protegge dal rischio d’impresa e mette al sicuro i soldi in una vera e propria “cassaforte” difficilmente aggredibile dai creditori della società operativa;
  • investimenti: la holding può utilizzare tutta la liquidità risparmiata per diversificare gli investimenti (acquistare immobili a reddito, strumenti finanziari e nuove attività e altro ancora).

Una pianificazione fiscale accurata è fondamentale per ottimizzare la distribuzione degli utili e scegliere la strategia più vantaggiosa, sia per persone fisiche sia per società. Per evitare la tassazione sui dividendi, l’utile non dovrebbe infatti essere distribuito. In molti casi, infatti, è preferibile spendere risorse per autofinanziare o investire in azienda, altre volte è possibile prelevare gli utili cercando il minore impatto fiscale attraverso l’attuazione di una strategia di pianificazione.

Di DOTT. MATTEO FRISACCO

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, Membro effettivo del Collegio Sindacale, Revisore Legale dei conti, Curatore Fallimentare, Iscritto nell'Elenco dei Revisori degli Enti Locali, Consulente nella gestione dei rapporti di lavoro legge 12/1979, Iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Treviso, Iscritto al Registro Nazionale dei Revisori Legali.

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