Nel panorama degli investimenti privati, negli ultimi anni si sta affermando un nuovo modello capace di coniugare selettività, rapidità decisionale e accesso a opportunità ad alto potenziale: il club deal. Questo strumento sta attirando un numero crescente di investitori sofisticati, family office e gruppi imprenditoriali interessati a partecipare a operazioni nel mondo non quotato, con particolare attenzione ai settori innovativi.
Il club deal è una forma di investimento collettivo, che ben si adatta al tessuto industriale italiano. Si caratterizza per la presenza di più investitori, istituzionali o privati, che collaborano con l’obiettivo di finanziare principalmente startup oppure PMI. È quindi una ‘società’ tra investitori che uniscono le proprie risorse finanziarie, secondo una quota proporzionale rispetto all’intero importo dell’operazione. Il numero di questi investitori è limitato e il club deal presenta alcune differenze con il crowdfunding, il private equity e i fondi d’investimento. Il crowdfunding, ad esempio, è una raccolta di fondi su una piattaforma digitale accessibile sul web (al contrario di quanto avviene con il club deal).
Rispetto al private equity il “club” ha una maggiore flessibilità e l’investitore può scegliere di finanziare determinati progetti, senza che gli venga richiesto un ‘pre-commitment’ di liquidità. Inoltre, chi decide aderire al club può partecipare in maniera attiva all’intero processo di investimento: dalla selezione al supporto strategico; dal monitoraggio alla gestione dell’operazione finanziaria.
Elemento che lo differenzia dai fondi d’investimento invece è che questi ultimi sono gestiti, solitamente, da professionisti del settore.
I principali vantaggi del club deal
- Selezione mirata delle opportunità, grazie al coinvolgimento di advisor e professionisti specializzati.
- Condivisione del rischio tra un numero ristretto di partecipanti.
- Strutture snelle, che permettono decisioni rapide e iter più efficienti rispetto ai fondi tradizionali.
- Accesso facilitato a deal complessi, che richiedono competenze tecniche, analisi specialistiche e capacità di negoziazione.
Per gli investitori è un modo per ottenere potenzialmente dei guadagni elevati nel medio-lungo termine, limitando l’esposizione finanziaria personale. Inoltre, offre la possibilità di diversificare il proprio portafoglio, gestendo in prima persona gli investimenti: senza dimenticare i benefici in termini fiscali. Chi sottoscrive quote di capitale di startup o Pmi innovative, ad esempio, può detrarre il 30% degli investimenti effettuati.
Per gli imprenditori, il vantaggio è quello di ricevere non solo liquidità, ma anche poter usufruire delle competenze, dei contatti e dell’esperienza di chi sceglie di investire su di loro e sull’impresa. Il capitale privato consente una gestione del progetto non sottoposto a scadenze e pressioni.
Non ci sono veri e propri svantaggi nella scelta di un club deal. Una sfida di questa forma di investimento può essere quella di trovare decisioni condivise tra tutti i partecipanti nelle sue diverse fasi.
Club deal e tutela del patrimonio
Il club deal è oggi uno degli strumenti più efficaci per investire nell’innovazione, consentendo agli investitori privati di accedere a opportunità selezionate e ad alto potenziale.
Lo Studio Frisacco consente agli investitori di concentrarsi sulla valutazione della qualità del progetto, delegando a un soggetto esperto tutte le attività operative, burocratiche e di governance.
Il nostro ruolo è quello di proteggere e valorizzare il patrimonio dei clienti, facilitando la diversificazione e l’accesso a nuove forme di investimento. Il nostro Studio si pone come ponte tra capitali privati e imprese emergenti, offrendo un modello che combina riservatezza, efficienza amministrativa e visione di lungo periodo.
