La holding è uno strumento che non deve essere adottato esclusivamente in funzione del regime tributario applicabile ai dividendi infragruppo. La costituzione di una holding rappresenta, essenzialmente, un’operazione di riorganizzazione imprenditoriale, destinata a incidere sulla struttura proprietaria, sulla governance e sui processi decisionali del gruppo.

Attraverso l’accentramento delle partecipazioni, la holding consente di coordinare i rapporti tra i soci, definire strategie comuni, programmare gli investimenti e organizzare in modo unitario il passaggio generazionale.

La sua costituzione avviene spesso mediante il conferimento delle partecipazioni detenute nelle società operative. In presenza delle condizioni previste dalla normativa tributaria, tale operazione può beneficiare del regime di realizzo controllato.

Una volta costituita, la holding può esercitare funzioni di indirizzo strategico, coordinare le politiche finanziarie e favorire una gestione integrata dei rischi e delle opportunità di sviluppo, nel rispetto dell’autonomia e dell’interesse delle singole società partecipate.

Particolare rilievo impegna la gestione degli utili provenienti dalle operative. I dividendi percepiti da una società di capitali concorrono, in presenza dei presupposti di legge, alla formazione del reddito imponibile soltanto per il 5% del loro ammontare, con un carico IRES effettivo pari all’1,2%. Non si tratta, però, di una tassazione definitiva. Se gli utili dovessero venire successivamente distribuiti dalla holding ai soci persone fisiche, troverebbe applicazione anche la ritenuta fiscale del 26%.

La persistenza della liquidità nella holding consente di mantenere le risorse nel perimetro imprenditoriale e di destinarle alla patrimonializzazione del gruppo, al finanziamento delle partecipate, all’acquisizione di nuove società ed anche alla diversificazione degli investimenti.

In questo modo la holding può evolvere verso un vero e proprio family office imprenditoriale, capace di amministrare unitariamente le risorse della famiglia e di favorire la crescita e la protezione del patrimonio aziendale.

Affinché tale struttura risulti coerente con le finalità dichiarate, è fondamentale che la governance sia effettiva e adeguatamente documentata. Le decisioni relative ai dividendi, agli investimenti e al sostegno delle partecipate dovrebbero emergere da verbali, piani finanziari e indirizzi strategici chiaramente definiti.

L’eventuale presenza di profili abusivi non può quindi essere affermata sul solo vantaggio fiscale. Occorre valutare le funzioni esercitate dalla holding, i processi decisionali e la destinazione delle risorse.

La corretta qualificazione della holding deve pertanto fondarsi sulla sostanza economica e organizzativa della struttura: non un semplice contenitore di partecipazioni, ma un centro di governance, investimenti e sviluppo del gruppo.    

Di DOTT. MATTEO FRISACCO

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, Membro effettivo del Collegio Sindacale, Revisore Legale dei conti, Curatore Fallimentare, Iscritto nell'Elenco dei Revisori degli Enti Locali, Consulente nella gestione dei rapporti di lavoro legge 12/1979, Iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Treviso, Iscritto al Registro Nazionale dei Revisori Legali.

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